<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849837148834138404</id><updated>2012-02-16T05:27:30.147-08:00</updated><title type='text'>Memorie di uno straniero</title><subtitle type='html'>Il lungo viaggio in un'altra terra lontana dalla mia, dove niente e nessuno è a me familiare, dove qualcuno, forse, potrà farmi tornare a casa.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://arhimantaraiker.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arhimantaraiker.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Arhiman Taraiker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08960106609425998508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>4</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849837148834138404.post-710862338040606285</id><published>2009-10-09T06:12:00.000-07:00</published><updated>2009-10-09T06:13:24.461-07:00</updated><title type='text'>Il Maniero dei Tharrand</title><content type='html'>Memoria,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questo sarà il viaggio che porterà la mia coscienza alla redenzione, questo non lo so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio verso Priapul è terminato. Ti scrivo solo ora perchè, invece che la penna, è stata la spada a dover scrivere lunghe pagine di sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo caduti preda di un'imboscata. Era ben preparata. C'erano almeno quattro maghi, almeno due dozzine di combattenti e tre arcieri. E' stato un massacro. Sono rimasto stupito da come Alara sia cambiata in così poco tempo. In quella battaglia l'ho vista pugnalare uno dei maghi alle spalle, lo stesso su cui avevo focalizzato la mia attenzione. Il suo sguardo sembrava chiedermi se aveva fatto bene, se era stata brava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Memoria, sto commettendo di nuovo gli stessi errori del passato. Non posso farne a meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo giunti infine a Priapul. Una guardia subito si è defilata, scortata da altre tre. Siamo stati chiamati, dopo un paio d'ore, mentre eravamo in locanda. Quella guardia, Jalan, è il potente signore di una corporazione di mercanti d'ambra e preziosi che ha richiesto ancora i nostri servigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'avventura non si è fatta attendere perchè, proprio durante l'incontro, una delle guardie si è rivelata come assassino. Il bastardo ha provato a uccidere Jalan. La mia spada e il pugnale di Alara si sono frapposti tra lui e l'assassino, assicurando un veloce viaggio nei nove inferni al lestofante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riconoscenza già animava le parole di Jalan e non sarebbe passato molto, prima che ricevessimo la nostra ricompensa. La nostra missione era quella di scendere nel ventre di un antico castello, recuperare il tesoro della famiglia abitante quel castello e tornare a Priapul.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra facile, memoria mia, ma già il nostro committente ci mise in guardia. Quel posto sembrava essere stato teatro di un'oscuro rito che ha estinto di colpo tutto il lignaggio dei Tharrand.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina seguente ci incamminammo verso il castello dei Tharrand. Ci volle qualcosa più di tre ore di cammino per arrivarci, dopo aver passato un angusto sentiero in mezzo ad una fitta vegetazione dimenticata da anni. Le rovine ci accolsero con uno strano puzzo dolciastro, molto simile a quello della decomposizione. Non ci volle molto prima che i primi ghoul ci attaccassero. Non-morti, memoria mia, quel posto ne era pieno. Per qualche motivo, però, non si muovevano dal maniero. Sembravano legati a quel luogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aprimmo un varco tra i non morti. Alara quasi danzava con quel pugnale, a suo agio e io con lei sentivo quell'energia che mi scorreva dentro quando combattevo con Gustaav mista all'eccitazione nel proteggere Eiranda. I passi si susseguivano veloci su quel selciato di pietra e l'atrio del maniero ci accoglieva al suo interno. Una strana scultura, evidentemente posizionata in quel luogo successivamente alla costruzione della struttura, troneggiava su di noi. Una composizione di ossa e carne dedicata ad uno sconosciuto dio, di cui non voglio nè scrivere nè pronunciare il nome, teneva al suo centro una specie di teca di vetro e, al suo interno, una bimba, dalle mani raccolte al petto, vestita da un immacolato vestito bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I non-morti si avvicinavano e la situazione si stava facendo sempre più buia e i non-morti ci superavano di dieci a uno. Alara partì verso quella teca e con il pomolo del suo pugnale ruppe il sottile cristallo che imprigionava la bimba. Lei aprì gli occhi, e la bocca in un terribile urlo silenzioso, disumano. Velocemente tutti i non-morti intorno a noi cadevano a terra, sbriciolandosi in polvere mentre quella bimba veniva sollevata a mezz'aria e tirata fuori da quell'orribile tomba d'ossa, carne e vetro. I capelli neri e setosi della piccola svolazzavano trasportati da venti serici invisibili e, mentre piano la sua pelle tornava del salutare colore roseo, la scultura di carne si sbriciolava, diventando, in una manciata di battiti di cuore, solo un mucchio di cenere. La voce soffice della bimba irruppe nella grande stanza, risvegliandoci da quella strana sensazione di trance che ci aveva attanagliati. Mentre andavo nella tesoreria, prendendo quello che ci era stato richiesto li vidi, in un'armeria che sembrava quasi un piccolo scrigno. Uno spadone e un Katar, uno di fianco all'altro. Forse, memoria mia, il ladrocinio non è una buona azione ma, chi sono io per giudicare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo tornati a Priapul, la missione compiuta e quelle armi nei nostri pugni, affilate oltre ogni dire, più di qualsiasi arma io abbia mai visto. Precise e leggere come solo la magia può rendere l'acciaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consegnammo il bottino e affidammo la piccola ad una matrona di uno stallo per orfani. Ho visto un velo di lacrime negli occhi di Alara. Tante cose ancora non sono chiare ma, presto, sarà il momento di mettere tutte le carte in tavola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849837148834138404-710862338040606285?l=arhimantaraiker.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/710862338040606285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/710862338040606285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arhimantaraiker.blogspot.com/2009/10/il-maniero-dei-tharrand.html' title='Il Maniero dei Tharrand'/><author><name>Arhiman Taraiker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08960106609425998508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849837148834138404.post-7513111011718405777</id><published>2009-08-05T08:19:00.000-07:00</published><updated>2009-08-05T08:24:22.439-07:00</updated><title type='text'>Una nuova possibilità</title><content type='html'>Memoria,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei sta dormendo al mio fianco ora. Si chiama Alara. Non so perchè il fato mi abbia mandato questa maledizione e gioia allo stesso momento. Una seconda opportunità per rimediare agli errori del passato, forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggiavo nelle brughiere chiamate Pianure dei Giganti, lì ho visto giganti delle colline sfidarsi in maestosi giochi di forza, lanciando massi grandi quanto il petto di venti uomini adulti. Ho camminato verso nord, nel silenzio a cui oramai mi ero abituato durante il mio lungo viaggio in questa terra sconosciuta dopo aver scortato i mercanti su una strada tranquilla, dove solo pochi ragazzini col volto coperto giocavano a fare i banditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi diressi verso Eversult, piegando a nordest dopo aver salutato quei colossi. Una città di posta, un luogo chiaramente dedicato al riposo momentaneo e allo scambio saltuario. Tanti luoghi identici avevo visto nella mia vita ma questo aveva qualcosa di diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminavo per quella che si poteva immaginare come la strada attorno alla quale quella città si era sviluppata, mi apprestavo a giungere ad un incrocio adornato da una fontana in mezzo allo slargo che si formava dall'unione della strada maestra con un'altra proveniente da nord. Era lì che vidi lei correre a perdifiato, braccata da quattro uomini. In qualche modo lo sentii, il suo sguardo color nocciola si stagliava sulla folla, spaventato. Tutto divenne improvvisamente grigio, memoria mia, solo quello sguardo d'abisso perforava quella cortina di nulla che li circondava. I capelli corvini scompigliati dalla corsa frenetica, le labbra fini, così simili a quelle di Eiranda, si schiusero in una sola parola, silenziosa, affannata: "Aiutami". Fu in quel momento che il mio corpo riprese il vigore e si scosse da quella patina di oblio che in quei mesi di viaggio solitario e silenzioso si era attaccata a me. Istintivamente diedi una spallata al primo uomo, uno spilungone butterato non troppo possente. Il contraccolpo della corsa contro lo spallaccio della mia armatura gli ruppe sicuramente tre costole, a giudicare dal rumore di sedano spezzato. Quando il primo crollò a terra dolorante gli altri tre si volsero verso di me. A quel punto presi la ragazza per mano e cominciai a correre, senza chiederle altro. Forse lei non è avvezza allo scappare come lo sono io, memoria mia. Poco ci volle a seminare i tre bifolchi e a riguadagnare la strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo ripreso il viaggio con una carovana, li abbiamo pagati abbastanza oro perchè dicessero di non averci visti. Siamo diretti a Priapul. Non lascerò nessuno indietro, questa volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849837148834138404-7513111011718405777?l=arhimantaraiker.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/7513111011718405777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/7513111011718405777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arhimantaraiker.blogspot.com/2009/08/una-nuova-possibilita.html' title='Una nuova possibilità'/><author><name>Arhiman Taraiker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08960106609425998508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849837148834138404.post-6720694618343668635</id><published>2009-07-27T10:21:00.000-07:00</published><updated>2009-07-27T10:22:13.452-07:00</updated><title type='text'>Il viaggio e il primo sangue di Faerun</title><content type='html'>Memoria,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando sono partito da Zazesspur ho potuto ammirare le bellezze di questo mondo. Sono giunto qui in un autunno tiepido, probabilmente sono capitato nel sud di questa terra. Dall'ultima volta in cui le tue pagine hanno conosciuto l'inchiostro i  miei stivali hanno viaggiato per molte miglia, miglia di strade e di carovane, di volti tutti uguali. Ho passato una piccola città chiamata Mosstone, mi hanno affidato il compito di proteggere una carovana durante la traversata della foresta di Wealdath. Dodici briganti ci hanno attaccato. Purtroppo è finito in un bagno di sangue, i malfattori sono stati uccisi, insieme ad altre cinque guardie. Poveracci, il dolore non è affatto diverso in questo mondo, la mia lama continuerà a bere il sangue di altri avversari, non è finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Memoria mia ti scrivo dalla città di Brost dove ho incassato la ricompensa per la mia protezione. Ho ricevuto elogi, soldi e tante strette di mano. Uccido ancora e non ne provo particolare orrore. Non sono cambiato e non penso di farlo tanto presto. Domani partirò per Eshpurta, la stessa carovana che mi ha condotto qui ha bisogno di altra protezione, parlano di bestie in agguato lungo la strada, vedremo. La mia spada è pronta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849837148834138404-6720694618343668635?l=arhimantaraiker.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/6720694618343668635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/6720694618343668635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arhimantaraiker.blogspot.com/2009/07/il-viaggio-e-il-primo-sangue-di-faerun.html' title='Il viaggio e il primo sangue di Faerun'/><author><name>Arhiman Taraiker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08960106609425998508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6849837148834138404.post-3979048565198718646</id><published>2009-07-24T06:24:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T08:09:28.214-07:00</updated><title type='text'>Un nuovo mondo, una nuova vita</title><content type='html'>Memoria,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che quello che mi sia successo sia fuori dal normale è sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che io sia ora in un mondo a me sconosciuto, lontano dalla mia terra e senza alcun modo di capire che cosa si accaduto... E' altrettanto sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo solo quel mago. Aveva preso in ostaggio tutto un villaggio, il figlio di cagna. Ci siamo addentrati, io e Gustaav, in quel posto maledetto. Un groviglio di torri e guglie, frutto della mente malata di qualcuno che l'Asirien, la lingua magica degli Dei, la sapeva parlare fin troppo bene.&lt;br /&gt;Qualcuno doveva fermarlo, quel qualcuno eravamo noi.&lt;br /&gt;Al contrario di quanto ci aspettassimo il luogo era semideserto, centinaia e centinaia di stanze enormi e vuote, spoglie, lugubri come la mente allucinata di un pazzo.&lt;br /&gt;Ombre lunghe e tremolanti proiettate dai grandi candelabri accostati agli alti muri di pietra nera e opprimente accompagnavano i nostri passi silenziosi mentre il caldo odore di sego delle candele ci riempiva le narici, suggerendoci di tornare a casa.&lt;br /&gt;Li vedemmo tutto ad un tratto, superata una rampa di scale molto ampia, adornata da statue che soltanto la rabbia e l'invidia di Jarwen, il dio invidioso, fratello della magia, avrebbero potuto concepire. Su, per quegli scalini di pietra grezza appena sgrossata, oltre un arco a sesto acuto impreziosito da due colonne rappresentanti due serpenti, vi era un'adunanza di quello che potemmo interpretare come tutti coloro che abitavano quella fortezza. Una masnada di goblin, mostri e schifezze varie stava lì a guardare quel pazzo che stava sul punto di sacrificare quasi duecento persone in contemporanea.&lt;br /&gt;Senza parlare, come se fossimo un sol uomo, io e Gustaav ci muovemmo non visti verso quella figura gracile ma potentissima in piedi su un palco di pietra. Quella volta, quell'unica volta, io partii prima di Gustaav. La lama del mio spadone mi liberò la strada verso il mio bersaglio, ancora un passo, ancora uno. La punta della mortale lama fendette l'aria, colpendo il medaglione del bastardo.&lt;br /&gt;Un lampo blu, gli occhi che roteano per la mancanza di riferimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel momento per me Gandra ha smesso di esistere e, improvvisamente, fu solo Faerun.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggerò verso nord, alcuni locali mi hanno parlato di una grande città, Baldur's Gate. Forse lì troverò risposte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6849837148834138404-3979048565198718646?l=arhimantaraiker.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/3979048565198718646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6849837148834138404/posts/default/3979048565198718646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://arhimantaraiker.blogspot.com/2009/07/un-nuovo-mondo-una-nuova-vita.html' title='Un nuovo mondo, una nuova vita'/><author><name>Arhiman Taraiker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08960106609425998508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
